Samp, torna la Sud (ma non i punti). Genoa, troppo entusiasmo fa male
Partiamo dalle buone notizie, dopo un weekend tragico per le genovesi.
I tifosi, dopo mesi (anni) difficili a causa del Covid-19, con stadi chiusi o a capienza ridotta, tornano protagonisti.
La Gradinata Nord, sponda Genoa, aveva deciso di riempire gli spalti già a marzo, nonostante le parziali limitazioni. Ieri, per la trasferta di Verona, c’erano 2000 tifosi.
La Sud, invece, ha preferito aspettare il ritorno della capienza al 100%, per tingere di blucerchiato il Ferraris e dedicare una speciale coreografia al capo ultras Bek, scomparso a dicembre.
Sono proprio i tifosi gli unici vincitori di due partite funeste, sul campo, per Genoa e Sampdoria. Partiamo dai blucerchiati.
Gli uomini di mister Giampaolo giocano una discreta partita contro la Roma, ma vengono puniti da Mkhitaryan nella prima frazione.
Finisce 1-0, la Samp rimane a 29 punti e non si tira ancora fuori dalla lotta salvezza.
“La prestazione c’è stata” ha detto Giampaolo, che non si è mostrato troppo preoccupato dal quintultimo posto.
Ed è giusto non fare drammi, per due motivi: il primo è che, se è vero che fare almeno un punto sarebbe stato importante, non sono queste le partite da vincere per salvarsi.
Il secondo è che il destino resta abbondantemente nelle mani della Samp: 7 punti di vantaggio a 7 giornate dalla fine sono un buon margine, che se gestito con prudenza e attenzione può garantire una salvezza tutto sommato tranquilla.
Non è tranquillo il Genoa, che dopo la rassegnazione di gennaio era tornato a sperare nella salvezza grazie al filotto di risultati utili del nuovo tecnico Blessin.
Lunedì la striscia positiva si è interrotta a Verona, complice una prestazione poco brillante e confusionaria, con la statistica dei tiri in porta vicinissima allo zero.
Una vera occasione sprecata, dal momento che con 3 punti i rossoblu avrebbero raggiunto il Cagliari.
E invece, di punti, ne sono arrivati 0. Vuoi vedere che troppo entusiasmo, a questo Genoa, fa male?
Mi spiego meglio. Nessuno mette in dubbio l’ottimo lavoro di Blessin né l’oggettivo cambio di passo del Genoa. Ma è comunque penultimo a parimerito.
E sabato – al campo d’allenamento Signorini – sembrava una festa, con i giocatori abbracciati davanti a centinaia di tifosi.
Forse tra i calciatori c’era qualche sorriso di troppo, un po’ troppa leggerezza, visto cosa dice la classifica. Lavorare e lottare fino alla fine: questi sono gli unici due ingredienti per salvarsi. I sorrisi, eventualmente, alla fine.
A cura di: Tommy Imperato
P.S. Tutte le foto sono prese dai canali ufficiali di Genoa e Sampdoria.